Nel nostro lavoro quotidiano ci rendiamo conto che molti clienti non sappiano cosa si intenda per "Server" e soprattutto QUANDO sia consigliato l'utilizzo di un server. Questo articolo è rivolto proprio a queste persone e cerca di fare chiarezza, in maniera più semplice possibile.
Che cos'è un server?
Un server è un computer solitamente più potente dei normali PC, progettato al fine di gestire e fornire informazioni ed applicazioni ad altri computer a esso collegati, detti clients, tramite una rete. I server sono macchine che nel 99% dei casi lavorano H24, 7 giorni su 7, 365 giorni l'anno; è chiaro quindi che siano dotati di componenti hardware certificati per questo di tipo di utilizzo.
Partiamo dal presupposto che esistono tantissime funzioni, anche molto differenti tra loro, che un server può svolgere:
- la condivisione di file e stampanti
- l'organizzazione strutturata degli utenti e delle risorse assegnate
- le funzioni di backup e ripristino dei dati
- l'utilizzo di un sito Web interno all'azienda
- la gestione di software centralizzati basati su database
- il monitoraggio degli accessi remoti all'azienda da parte dei dipendenti
... e molti altri
Quando utilizzare un server?
Quando si parla di aziende medio-grandi la presenza di uno o più servers è data per scontata, ma per ciò che riguarda le piccole realtà? Premesso che l'analisi delle esigenze di una singola azienda è la base per la corretta scelta sull'utilizzo delle risorse hardware e software da utilizzare, qual è la condizione che può identificare quando è necessario utilizzare un server? La risposta a questa domanda non è così semplice, ma in generale l'uso di un server è necessario laddove si vuole garantire la sicurezza ed una migliore organizzazione dei dati, consentendo di gestire le attività con maggiore efficienza. Un server è già necessario dove l'accesso ai dati richiede dei controlli del tipo "CHI può accedere a COSA": se ad esempio ad un determinato documento amministrativo non può accedere il personale del settore commerciale, servirà un modo per gestire gli accessi in maniera strutturata.
Come pure se c'è bisogno in azienda, di un qualsiasi software gestionale che richieda l'utilizzo da più PC contemporaneamente, un server diventa un componente irrinunciabile.
Tutto questo senza contare che avere tutti i dati accentrati in un unico dispositivo renderà molto più semplice la protezione ed il backup di quei dati, come pure un rapido ripristino degli stessi in caso si verifichi qualsiasi problema.
Che tipo di server è necessario?
Il server va scelto in base alla quantità ed al tipo di applicazioni che deve eseguire, nonché in base al numero di PC clients che vi saranno collegati. Molte funzionalità usatissime come la gestione degli utenti e la condivisione di documenti, sono caratterizzate da esigenze di elaborazione molto basse che anche un unico server a basso costo può gestire con facilità.
Altre attività, come la gestione di applicativi pesanti o con grandi database, richiedono maggiore potenza di elaborazione; altre attività che prevedono la gestione di grandi librerie di immagini o video, richiederanno grande capacità di archiviazione, con dischi rigidi ampi e rapidi.
A livello hardware le scelte possono essere davvero tante, sempre in base alle proprie specifiche esigenze:
- componenti ridondanti per prevenire il fermo lavoro in caso di guasti
- più processori per una maggiore velocità ad eseguire operazioni complesse
- più memoria per gestire diverse applicazioni in contemporanea
- più capienza disco per una maggiore capacità di immagazzinamento dati
...ed altri ancora
Anche dal punto di vista software, un server si differenzia da un normale PC in quanto richiede un Sistema Operativo specifico, in grado di gestire:
- Autenticazione degli utenti centralizzata
- Condivisione dei files
- Applicazioni centralizzate
- Backup dei dati
...e molto altro ancora
Come può aiutarmi Data Commerce?
Ricapitolando: quando si percepisce l'esigenza di voler migliorare l'organizzazione del proprio lavoro di gruppo, è il caso di prendere in considerazione la messa in esercizio di un server; per la scelta sul tipo di server e le caratteristiche che deve avere, è sempre bene rivolgersi a dei professionisti che ascoltino le esigenze e possano consigliarvi nella scelta di un server adatto alla vostra attività. Se avete bisogno di informazioni, o state pianificando di strutturare meglio il vostro lavoro, utilizzate il form dei contatti per richiedere un nostro supporto.
E' di questi giorni la notizia del ritrovamento su MEGA, il famoso sito di file hosting, di un enorme database contenente indirizzi e-mail e password di milioni e milioni di persone: si parla di più di 700 milioni di indirizzi e-mail e più di 22 milioni di password. Tale database è stato reso pubblico in un famoso forum hacker rendendo le informazioni trafugate facilmente utilizzabili da un'enorme quantità di malintenzionati.
Ma come è stata possibile la raccolta e l'archiviazione di tutti questi dati? Attraverso l'hacking di alcuni siti web che ovviamente utilizzavano credenziali d'accesso per permettere all'utente di accedere ai servizi offerti dal sito stesso.
Ormai non ci facciamo quasi più caso, ma i siti che richiedono l'autenticazione (attraverso indirizzo email e password) sono probabilmente la maggior parte dei siti che frequentiamo: dai vari social network come Facebook, Linkedin, Instagram, a siti di servizi online come Dropbox, Amazon, Trip Advisor, o ancora siti di normale consultazione ma che magari richiedono il login per poter lasciare un commento come Repubblica, Ilmessaggero, etc etc..
C'è la possibilità attraverso un apposito sito, di verificare se i propri dati siano stati trafugati e pubblicati, e in quale occasione di data breach, ovvero in quale occasione di furto di dati.
Il sito per effettuare la verifica se i vostri indirizzi email e le vostre password risultano presenti in questo database è haveibeenpwned.com; qui sotto vi forniamo delle indicazioni di massima per aiutarvi in questa verifica.
Recarsi al sito haveibeenpwned.com, inserire il proprio indirizzo email nell'apposito campo e cliccare il pulsante "pwned?"
Se siete stati molto fortunati (percentuale minima di possibilità), il risultato sarà negativo, con la pagina che assumerà uno sfondo di colore verde

Se invece ricadete nel 90% dei casi, i vostri dati saranno stati divulgati e la pagina assumerà uno sfondo di colore rosso, con una scritta che recita: "Oh no -pwned!"
Immediatamente sotto la scritta sarà visibile in quanti data breach è stato coinvolto il vostro indirizzo email (nella foto "Pwned on 2 breached sites", ovvero coinvolto in 2 occasioni di furto di dati).
Scendendo ancora nella pagina si può verificare in QUALI data breach si è stati coinvolti e LE DATE dell'evento.

Per risolvere la situazione sarebbe semplicemente necessario cambiare la password del sito/servizio che è stato vittima del data breach, ma... c'è un grosso "ma": se quella stessa combinazione di indirizzo email e password è stata impostata per l'accesso anche in altri siti/servizi (anche non compromessi da alcun data breach), per essere al sicuro sarà necessario cambiare anche questi ultimi. Considerando che molto spesso si ha la pessima abitudine di utilizzare un'unica combinazione di email e password per tutti i siti/servizi a cui ci si iscrive, è facile intuire che questo evento ha un impatto potenzialmente devastante sulla sicurezza dei vostri dati.
Qualora rientraste in questa ultima "categoria" di utenti, il consiglio che possiamo darvi è di cambiare per lo meno le password dei siti e servizi sensibili come ad esempio i siti di home banking, di e-commerce, e comunque quelli che contengono dati sensibili, per i quali vi consigliamo di utilizzare una password univoca e di impostare l'autenticazione a 2 fattori, dove possibile.